Dal 21 febbraio è disponibile in tutto il mondo un nuovo capitolo dell’epopea di Like a Dragon, conosciuta fino a qualche anno fa dalle nostre parti col nome di Yakuza. Per questi primi mesi del 2025 la serie principale lascia spazio a un nuovo spin-off, pur raccontando vicende canoniche all’interno del quadro generale, il secondo capitolo del ramo “Gaiden” inaugurato con The Man Who Erased His Name. Se il primo era completamente dedicato a Kazuma Kiryu e fungeva da prequel all’ottavo capitolo, questo secondo Gaiden — che in Occidente perde numerazione e suffisso presenti invece in Giappone — vede per la prima volta come unico protagonista l’inimitabile Cane Pazzo di Shimano: Goro Majima. Se per un attimo chiudiamo gli occhi e non pensiamo a Yakuza: Dead Souls, Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii, a livello di concept, è decisamente l’esponente più fuori di testa mai visto per questa saga.
Siete pronti a scoprire cosa ci attende in questo nuovo viaggio sulle assolate spiagge hawaiiane, costellate di anacronistici pirati ansiosi di farci la pelle? Scopritelo nella nostra recensione.
- Titolo: Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii-
- Piattaforma: PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC (Steam, Microsoft Store)
- Versione analizzata: Xbox Series X (EU)
- Genere: Azione, Avventura
- Giocatori: 1
- Publisher: SEGA
- Sviluppatore: Ryū Ga Gotoku Studio
- Lingua: Italiano (testi), Giapponese o Inglese (doppiaggio)
- Data di uscita: 21 febbraio 2025
- Disponibilità: retail, digital delivery
- DLC: pirati aggiuntivi, costumi, oggetti di personalizzazione per la nave, canzoni extra per il karaoke
- Note: disponibile in edizione Collector’s Edition con la benda di Majima, la bandiera pirata, una moneta speciale e una sagoma in acrilico
Abbiamo recensito Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii con un codice Xbox Series X|S fornitoci gratuitamente da SEGA tramite Cosmocover.
Pur essendo uno dei personaggi più amati in mezzo a tanti, Majima non è mai stato protagonista assoluto di un singolo gioco della serie, nonostante fosse giocabile in Yakuza 0 e Yakuza Kiwami 2 al fianco di Kiryu, nonché nel già citato what if a tema apocalisse zombi. Era ora che il Ryu Ga Gotoku Studio decidesse di dedicargli un intero episodio, scegliendo come tema uno dei più cari a Yokoyama, il frontman dello studio. Sin dal settimo episodio — Yakuza: Like a Dragon in Occidente — il director erede di Nagoshi ha esternato più volte la sua fonte di ispirazione principale: ONE PIECE, l’impareggiabile shonen manga di Eiichiro Oda. E se il cammino dell’eroe di Ichiban e compagni ricorda quello di Luffy e della sua ciurma, il team creativo ha lasciato a Majima il compito di “pisciare fuori dal vaso” in termini di gameplay, tematiche e ambientazione. Sfruttando la Honolulu già realizzata per Infinite Wealth e modellando nuove isole limitrofe e un’intera città a tema piratesco, Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii offre un punto vista totalmente inedito su quella che fino a qualche anno fa era una saga dedicata unicamente alla criminalità orientale e che ormai, con le vicissitudini del clan Tojo vuole ormai avere poco a che fare.
Lo smemorato di Shimano
Tempo dopo gli eventi dell’ottavo capitolo numerato, Goro Majima si ritrova naufrago e senza memoria sulle spiagge di una remota isola deserta. Senza nemmeno ricordare come si chiama, farà la conoscenza di un giovane ragazzino di nome Noah, che salverà la sua vita e si imbarcherà assieme a lui nel viaggio che lo porterà a recuperare i ricordi. Il sospetto, infatti, è che lo yakuza senza memoria provenga da Nele Island che, come ricorderete se avete portato a termine Infinite Wealth, è ora popolata da ex membri della criminalità organizzata giapponese desiderosi di rifarsi una vita onestamente, smaltendo i rifiuti nucleari celati sull’isola dall’ex leader dei Palekana, Bryce Fairchild.
Il cammino di Majima inizierà proprio su Rich Island, dove farà la conoscenza del già citato Noah, del suo tigrotto gatto Goro, nonché del padre Jason, un ex cercatore di tesori che vive gestendo un bar assieme alla figlia maggiore. Sull’isola lo yakuza con la benda scoprirà dell’esistenza di gruppi di delinquenti che vivono come se si trovassero nell’epoca dei pirati, costituendo vere e proprie ciurme e navigando a bordo di vecchie navi armate fino ai denti. Il motivo è semplice: esiste un’isola, nei pressi delle Hawaii, dove i pirati si radunano e si sfidano in uno speciale torneo e i mari che la circodano sono pieni zeppi di tesori inestimabili. Uno in particolare, chiamato Esperanza, è il sogno nel cassetto di Jason, che confida che la cura per la debole costituzione del figlio sia proprio al suo interno, una sorta di elisir di lunga vita. Majima conquisterà in battaglia una nave da un pirata su Rich Island, conoscerà il massiccio cuoco Masaru Fujita (interpretato dal famoso attore comico giapponese Ryuji Akiyama) e assieme a lui, Jason e Noah deciderà di prendere il mare, conquistando il titolo di Capitano della Goromaru e della sua ciurma, i Goro Kaizoku (Pirati della Goro, nell’adattamento italiano).
La prima tappa sarà proprio Nele Island, con lo scopo di scoprire qualcosa in più sui giorni antecedenti all’incidente che gli ha portato via la memoria. Tuttavia, dall’isola dei Palekana l’avventura si dipanerà in maniera inattesa e invece che tornare al passato, Majima deciderà di esaudire il desiderio di Noah di vedere il mondo. L’affetto per Noah risveglierà in Majima un istinto paterno, in maniera simile a quanto accaduto a Kiryu nel primo episodio della saga in seguito all’incontro con Haruka. In qualche modo rivedremo, sebbene con le dovute differenze, il lato di Goro visto in Yakuza 0, quando la giovane Makimura ha reso più umano uno degli uomini più spietati della criminalità giapponese.
We build shit ships
La trama di Pirate Yakuza in Hawaii ruoterà in gran parte attorno alle tematiche piratesche e all’entusiasmo di Goro per la sua nuova vita ricca di avventure e priva di grosse responsabilità. Per questo motivo anche a livello di gameplay viene dato un ampio spazio a tutte le nuove attività che potremo eseguire a bordo della nostra nave e con la nostra ciurma in costante ampliamento. Attraverso una serie di mappe che circondano le varie isole di Rich, Nele, Madlantis e Honolulu, potremo navigare a bordo della Goromaru (anche utilizzando una suggestiva inquadratura alle spalle del capitano), sfruttando correnti rappresentate da cerchi che dovremo attraversare in sequenza, raccogliendo oggetti e materiali, combattendo contro navi avversarie che ci si pareranno davanti e approdando sulle isole dove affronteremo orde di pirati per arrivare agli agognati tesori.
La nostra ciurma potrà salire di livello fino a diventare una leggenda della pirateria e potremo personalizzarla a piacimento con reclute trovate in giro per le città come Honolulu, come premio per aver portato a termine determinate storie secondarie o “acquistandoli” presso determinati NPC in cambio di collezionabili. Con la ciurma potremo anche organizzare banchetti e bevute a bordo della nave, parlare ed elargire regali per migliorare il loro umore e farli salire più velocemente di livello. La cura riposta in questa sezione del gioco è stata decisamente maniacale e difficilmente in futuro vedremo un gioco della serie in cui rivivere un’esperienza simile: fatene tesoro!
Non ruberesti mai una nave
Come nel caso del primo Like a Dragon Gaiden dedicato a Kiryu, la serie di Yakuza torna alle origini presentando un sistema di combattimento corpo a corpo di stampo action, diversamente da quello a turni divenuto ormai canonico per gli episodi principali che vedono Ichiban protagonista. Majima avrà a disposizione due diversi stili di lotta: Cane Pazzo e Lupo di Mare. Il primo è il classico stile che Goro utilizza nella serie principale e fa della wakizashi e della sua straordinaria agilità il punto di forza, con l’aggiunta della possibilità di creare per un breve tempo una serie di pericolosissimi cloni come abilità speciale. Il secondo invece è incentrato sulle nuove skill piratesche che conquisteremo nel corso dell’avventura: dall’utilizzo di una doppia sciabola, alla possibilità di colpire a distanza con una pistola d’epoca, per finire con l’utilizzo di un rampino uncinato e di tecniche speciali che sfrutteranno misteriosi strumenti musicali. Questi ultimi li potremo trovare negli scrigni dei tesori e potremo sfruttarli per delle vere e proprie evocazioni di spiriti animali sul campo di battaglia pronti a far polpette dei nemici (meno esilaranti ma altrettanto efficaci dei Pestamici di Ichiban).
È possibile acquistare e ottenere tanti nuovi abiti per personalizzare il look di Majima. Riconoscete questo orrendo maglione?
I combattimenti navali, invece, si svolgeranno il più delle volte in due fasi. Durante la prima, guideremo in mare la nostra imbarcazione e sfrutteremo armi come mitragliatori, cortine fumogene e cannoni per affondare le navi nemiche, o persino un lanciarazzi che Majima potrà utilizzare personalmente per dar loro il colpo di grazia. Nel corso delle battaglie ci capiterà di dover riparare la nave, oppure di mollare il timone per soccorere i nostri marinai o per spegnere incendi sul ponte. Nel caso delle battaglie contro i boss, o nei tornei del Pirates’ Coliseum di Madlantis, invece, vi è una seconda fase che prevede l’arrembaggio della ciurma di Goro sul ponte avversario, con conseguente rissa corpo a corpo in cui potremo utilizzare il capitano in prima persona e sfruttare le abilità speciali dei capisquadra. Come nel caso della ciurma a bordo della nave, anche quella che salirà a bordo dei velieri nemici sarà selezionabile a piacimento e ciascuno dei personaggi salirà di livello e cambierà umore in base alle vittorie o alle sconfitte conseguite.
Do what you want ‘cause a pirate is free
Come ogni altro gioco del Ryu Ga Gotoku Studio, anche Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii è costellato da una miriade di contenuti secondari che impreziosiscono l’esperienza di gioco. Sebbene la campagna principale duri solo cinque capitoli, spesso saremo invogliati deviare la nostra attenzione per scoprire alcuni fra i minigiochi principali o le attività secondarie e questo, specialmente la componente navale e tutto ciò che ne consegue (fra crafting, cucina e personalizzazione della nave, della ciurma e ricerca di tesori) impiegherà gran parte del nostro tempo. Essendo uno Yakuza in piena regola, inoltre, sono moltissimi i minigame ereditati dai capitoli precedenti: dai cabinati arcade come Virtua Fighter 3, Spike Out, Fighting Vipers 2 e l’inedito Ocean Hunter alle spettacolari gare deI Dragon Kart che parodizzano il racing game di Nintendo.
Gli immancabili giochi d’azzardo, freccette, golf e biliardo, gli ufo catcher e le folli consegne a domicilio di Crazy Eats sono solo alcuni altri esempi, mentre il primato come minigioco più folle dell’anno lo conquista Minato Girls, l’immancabile contenuto a tema pruriginoso. Almeno, questo è quello che avrei voluto urlare ai quattro venti, ma ahimé, stavolta non è così. Dopo una lunga quest secondaria che avrebbe dovuto sbloccare il minigame con le modelle in live action, tutto ciò che mi sono ritrovato fra le mani è stato un insieme di filmati imbarazzanti, con due o tre interazioni, che potrei definire un vero e proprio cinepanettone in salsa teriyaki più simile a un Super Seducer che ai minigame presenti in tutti i titoli precedenti, come la app di incontri di Infinite Wealth o l’esilarante live chat di Yakuza 6.
Meno male che a consolarci ritroviamo il sacrosanto karaoke. Questa volta potremo esibirci, oltre che al Revolve di Honolulu, anche sulla nostra Goromaru, cantando pezzi da novanta come 24-hour Cinderella e GET TO THE TOP!, ma anche brani inediti come Song of Departure e The Goro Pirates Theme. La rinnovata collaborazione con Kson, inoltre, ci permette ancora una volta di conversare con la celebre streamer nipponica che ancora una volta veste i panni di bartender alle Hawaii — e persino di reclutarla nella nostra ciurma.
Stessa spiaggia, stesso mare
Il comparto tecnico di Pirate Yakuza in Hawaii è un’evoluzione di quanto visto in Infinite Wealth, e come in quest’ultimo non troviamo opzioni che prediligono risoluzione e frame rate, dato che il titolo è ottimizzato per girare sempre a 60 fotogrammi al secondo e una risoluzione 4K in upscale. Ciò che stupisce è invece la gran quantità di opzioni per l’accessibilità, mai viste in nessun altro gioco della serie, che permettono vari tipi di modifiche alle dimensioni di testi e ai colori, con una modalità alto contrasto e la possibilità di disattivare i quick time event e invertire le funzioni delle due leve analogiche, nonché di attivare una funzionalità di comandi assistiti per i combattimenti.
Un passo in avanti davvero esemplare per i giochi made in Japan che solo pochi esponenti sono riusciti a implementare solo in questi ultimi anni. Come ormai consuetudine sin dal settimo capitolo, anche questo nuovo spin-off presenta testi completamente localizzati in lingua italiana. Tuttavia, diversamente da quella vista negli ultimi titoli, la traduzione presenta qualche errore e qualche imprecisione dovuta, probabilmente, all’impossibilità di effettuare un controllo preliminare prima del lancio.
Goro Majima, un noto ex-yakuza, si ritrova improvvisamente naufrago su un’isola remota del Pacifico. Non ricordandosi nemmeno il suo nome, salpa alla ricerca di indizi sui suoi ricordi perduti, accompagnato da un ragazzino di nome Noah, colui che gli ha salvato la vita. In breve tempo, i due si trovano coinvolti in un conflitto per un tesoro leggendario tra criminali corrotti, pirati moderni e altri furfanti. Crea una ciurma unica nel suo genere e potenzia la tua nave mentre esplori il mare aperto e forgi la tua leggenda, tra cannonate nemiche, amicizie inaspettate e immense ricchezze ottenute durante l’avventura.Quando una nave pirata nemica ti prende di mira, si scatena un’esilarante battaglia a colpi di cannone. Mettiti velocemente in posizione evitando il fuoco, poi infliggi danni devastanti per salire a bordo della nave nemica e sconfiggere il capitano in una vera e propria rissa tra ciurme. Conquista i mari, scopri le isole nascoste e ottieni numerosi bottini come un vero pirata yakuza!
A chi consigliamo Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii?
La nuova iterazione della saga di Like a Dragon è uno spassoso divertissement per tutti coloro che la seguono ormai da parecchi anni, ma anche un ennesimo punto di ingresso ideale per chiunque si approcci per la prima volta all’universo di Yakuza. Nonostante i collegamenti diretti all’ottavo capitolo — non per niente in Giappone è chiamato Ryū Ga Gotoku 8 Gaiden — permette anche a coloro che non conoscono Majima e il resto del cast di godersi un ottimo gioco di avventura dagli spunti originali ma che rispetta quasi tutti i canoni del franchise di Yakuza, riproponendo molto degli elementi visti negli episodi precedenti e, a modo suo, plasmando un ulteriore tassello dell’universo narrativo della saga.
- La componente piratesca è divertente e ricca di cose da fare
- Ottima cura dei dettagli
- Folle come il suo protagonista
- Qualche imprecisione nella traduzione italiana
- Storia principale non eccessivamente longeva
- Deludente il “minigame” delle Minato Girls
Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii
Imbarcatevi senza remore in questa folle avventura
Che siate o meno appassionati del franchise di SEGA, questo Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii è uno dei titoli più divertenti usciti in questi primi mesi dell’anno, non solo per la sua natura terribilmente folle, ma soprattutto per la cura con la quale il team di sviluppo è stata in grado di proporre un episodio di una serie già consolidata con meccaniche e ambientazioni che mai avremmo potuto immaginare. L’espediente dell’amnesia di Majima ci permette di slegare in qualche modo il vissuto e la personalità del Cane Pazzo di Shimano dagli avvenimenti degli ultimi due episodi, donandogli una spensieratezza e un’epicità mai viste prima d’ora. Majima è diverso da Kiryu e Ichiban sotto innumerevoli aspetti, ma è sin dai tempi di Yakuza 0 che la sua poliedriticità celata sotto un velo di follia lo rende uno dei personaggi meglio riusciti fra tutti quelli dello yakuzaverse. Al suo fianco troveremo comprimari apparentemente sottotono, ma che grazie al suo entusiasmo troveranno una nuova ragion d’essere incastonandosi perfettamente nell’avventura piratesca della paradisiaca cornice hawaiiana.